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RIFIUTI, PRIMO BANCO DI PROVA PER IL SISTRI. IL PUNTO A UNA SETTIMANA DALL’AVVIO.

pubblicata il 18/10/2013




Dal 1° ottobre è operativo il Sistri. Tutto lascia pensare a una nuova falsa partenza per il contestato sistema di tracciamento dei rifiuti pericolosi.

E’ toccato alle imprese di autotrasporto e di gestione di rifiuti pericolosi sperimentare per prime la ‘funzionalità’ del Sistri che, dopo tre anni di continui rinvii, è partito ufficialmente il 1° ottobre.
La platea ridotta a circa 17.000 fruitori (contro i 50.000 previsti in un primo tempo, e i 300.000 a regime) ha permesso di evitare il collasso del sistema che si era prodotto durante i test di funzionamento. Ma il mancato crash della piattaforma informatica è l’unica nota positiva della nuova fase. Tutto il resto è andato come al solito, un caos infernale di inefficienze e malfunzionamenti a conferma che i rinvii non sono stati usati per risolvere i problemi denunciati da Confartigianato e dal mondo delle imprese.
Gli autotrasportatori segnalano disfunzioni di ogni genere: dalle chiavette usb e black box che si confermano inadeguate e scarsamente affidabili, alle sim la cui riattivazione è risultata in alcuni casi impossibile. “Ci sono dei grandi problemi su tutto il territorio – sottolinea Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti - mi risulta che addirittura delle strumentazioni di questo genere hanno preso fuoco, mentre su alcuni veicoli delle black box difettose hanno scaricato le batterie dei veicoli”.
Nel mirino finisce anche il servizio di assistenza tecnica del Sistri per i lunghi tempi di risposta e le richieste inevase.
Ma i problemi non si fermano qui. Gli autotrasportatori denunciano la crescita esponenziale dei tempi per la gestione delle pratiche burocratiche relative ai rifiuti da trasportare. “I tempi sono raddoppiati, passando da 20 a 40 minuti – spiega il presidente Genedani”. “Noi in pratica perdiamo 40 minuti alla partenza e 40 minuti al ritorno. Perdiamo 80 minuti di lavoro nell’arco della giornata che vanno a sommarsi agli altri tempi morti imposti dalle regole della legge 561 relativa ai tempi di guida e di riposo”.
Il trasporto di rifiuti pericolosi, da nicchia di mercato considerevole, rischia di trasformarsi nell’esatto opposto.
E c’è già chi disinveste, un fatto impensabile nell’attuale crisi. Lo confermano i dati dell’Albo degli autotrasportatori: oltre 11.000 dispositivi sono in via di restituzione alla Selex.
Anche i grandi Consorzi di recupero lanciano l’allarme: l’avvio del Sistri minaccia di ridurre il flusso di rifiuti da avviare al riciclo.
Le criticità del sistema sono state denunciate da Confartigianato il 7 ottobre al tavolo tecnico insediato presso il Ministero dell’Ambiente.
Prosegue intanto l’attività sul fronte parlamentare per attenuare l’impatto del Sistri sulle imprese: Confartigianato e le altre organizzazioni sono riuscite a ottenere il via libera a due emendamenti che stabiliscono l’assoggettamento al sistema dei vettori stranieri e il rinvio di 90 giorni dell’applicazione delle sanzioni.
“La priorità – conclude il presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani – come abbiamo ripetuto in continuazione è cancellare al più presto questo sistema che ha dato ampie prove di inaffidabilità, sostituendolo con un sistema più semplice, più veloce, più funzionale”.

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